Rapporti personali, politici e di affari che si mischiano in una melassa dai contorni indistinti. Dinastie di politici che si tramandano il potere di generazione in generazione, si passano il testimone, nella pancia dello Stato si muovono da habitués.

Quale che sia l’esito dell’indagine sul presidente di Regione Calabria Roberto Occhiuto, indagato – lo ha annunciato lui stesso – per concorso in corruzione, lo spaccato che viene fuori dall'inchiesta della procura di Catanzaro racconta di piani – economia, politica, istituzioni – che si sovrappongono, si mischiano, smarriscono i confini perché i personaggi che li abitano sono sempre gli stessi. Troppo perché quanto meno non si sospetti una partita di giro.

Occhiuto indagato per corruzione, il presidente della regione Calabria lo annuncia in un video

I nomi noti di questa storia sono tre. Erano già saltati fuori anni fa, in una serie di articoli del Domani che aveva messo in fila una serie di coincidenze quanto meno curiose. La procura di Catanzaro, si scopre adesso con la notifica degli avvisi di garanzia, vuole vederci chiaro. Nello scenario dell’inchiesta pare ce ne siano altri due, ma i nomi al momento non circolano.

Il primo, il più noto di quelli saltati fuori, è quello del governatore Roberto Occhiuto. Lo annuncia lui stesso con un video Instagram in cui spiega di aver ricevuto un avviso di garanzia, annunciato di aver chiesto di “essere sentito al più presto” e senza trincerarsi dietro la trita professione di fede “nell’assoluta serenità”, si dice "sereno un piffero". E poi si fa scappare che l’inchiesta è "più ampia, coinvolgerebbe più persone”.