ROMA - È il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ieri, quando è passata da poco l’ora di pranzo, a fugare i timori della vigilia: «La diplomazia italiana è sempre al lavoro con successo. Degli italiani irregolari, attualmente fermati negli Usa, nessuno andrà a Guantanamo — annuncia il titolare della Farnesina —. Continuiamo a lavorare con fiducia con il governo americano». È il tanto sospirato cessato allarme, dopo le indiscrezioni dei media americani secondo cui il presidente Trump avrebbe intenzione di spedire 9 mila immigrati irregolari, tra cui centinaia di europei, nel carcere di massima sicurezza di Guantanamo, la struttura creata a Cuba dagli Usa dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, per detenere militanti islamici e sospetti terroristi.