Sono 133 i bambini di Gaza che sono stati ricoverati nelle strutture sanitare in Italia. Quella che ha portato nella serata di mercoledì nel nostro Paese Adam, hanno spiegato la Farnesina e il ministero della Difesa, è la più importante operazione di evacuazione sanitaria finora sostenuta: coinvolge minori feriti e malati per un totale di 17 pazienti e 53 loro familiari accompagnatori, 70 persone in tutto.
L'uscita da Gaza è stata resa possibile grazie a un intenso lavoro diplomatico, che ha visto impegnate l'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il Consolato Generale a Gerusalemme e i funzionari della Presidenza del Consiglio. Evacuazione sanitaria che è stata realizzata anche con il supporto del meccanismo di Protezione Civile dell'Unione Europea e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, grazie alle sinergie tra Farnesina, ministero della Difesa, ministero dell'Interno e Dipartimento della Protezione Civile.
I voli sanitari sono arrivati a Milano, Verona e Pratica di Mare. Ad attendere i pazienti palestinesi, le strutture ospedaliere che hanno dato disponibilità: il Regina Margherita di Torino, gli ospedali Niguarda e Policlinico di Milano, l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, le Aziende ospedaliere universitarie di Padova e Verona, il Meyer di Firenze, l'ospedale pediatrico Apuano di Massa, l'ospedale Maggiore di Bologna, il Policlinico di Modena, gli ospedali Gemelli e Bambino Gesù di Roma. L'Italia, secondo fonti ministeriali, si conferma il quarto Paese al mondo - il primo fra quelli occidentali - ad aver organizzato l'evacuazione e il trasferimento in ospedali specializzati di pazienti provenienti dalla Striscia. Da un anno a questa parte, sono arrivati in Italia dalla Striscia in 300, tra pazienti e accompagnatori.











