Il presidente della Puglia Michele Emiliano vara la sua ordinanza per rendere la Regione autonoma sui rapporti con gli Stati esteri, nonché la prima d’Italia a boicottare Israele. Un po’ come quando pretendeva di avere sovranità sul tap, l’opera dichiarata strategica dall’Europa che ci ha consentito di liberarci dalla dipendenza del gas di Putin.
Il governatore pm ha emanato un’ordinanza indirizzata a tutti gli uffici della regione vietando ogni rapporto commerciale con Israele. La decisione parte da una mozione votata dai consiglieri regionali di maggioranza, compreso il rappresentate di Azione. A cui è seguita l’ordinanza di Emiliano da lui stesso presentata: «A causa del genocidio di inermi palestinesi in atto da parte del governo Netanyahu - dice Emiliano in un video social - vi invito a interrompere ogni rapporto con i rappresentanti istituzionali del suddetto governo e con tutti quei soggetti a esso riconducibili che non siano dichiaratamente motivati dalla volontà di far cessare il massacro dei palestinesi nella Striscia. Questa è una posizione che viene assunta nei confronti del governo Netanyahu - precisa Emiliano - non del popolo di Israele. Sono infatti tantissimi israeliani ed ebrei di tutto il mondo che stanno condannando il governo Netanyahu». Ma così facendo, cioè non distinguendo le imprese israeliane da Netanyahu, a farne le spese sono tutte le aziende israeliane al mondo. Al pari di chi equipara tutti i palestinesi ad Hamas. A ruota lo ha seguito il sindaco di Bari Vito Leccese (già capo di gabinetto di Emiliano e Decaro) che ha cacciato tutti gli espositori israeliani dalla fiera del levante. Una manifestazione già deserta che perderà ulteriore attrattiva. Quindi da domani la Puglia rinuncerà a tutti i farmaci Teva, per quello che passerà alla storia come «l’embargo della frisella».







