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L'ex produttore cinematografico è stato invece assolto per il caso Kaja Sokola. Ancora nessun verdetto sulle accuse della ex assistente Jessica Mann: le discussioni proseguiranno domani

Una condanna, un'assoluzione, infine lo stallo. Nemico numero uno del movimento #MeToo, Harvey Weinstein è stato giudicato colpevole di un singolo capo d'imputazione per atto sessuale criminale nel caso riguardante l'assistente di produzione Miriam Haley, risalente al 2006. La giuria - composta da sette donne e cinque uomini - lo ha invece assolto dall'accusa di molestie commesse nello stesso anno ai danni della modella polacca Kaja Sokola, che all'epoca aveva 19 anni. Nessun verdetto, invece, sull'unica accusa di stupro, quella della ex assistente Jessica Mann, risalente al 2013: le discussioni proseguiranno domani.

Tutte e tre le donne avevano denunciato di aver incontrato l'ex produttore cinematografico quando erano giovani ed erano alla ricerca di opportunità di lavoro nel mondo dello spettacolo. Secondo quanto affermato dalle accusatrici, Weinstein le avrebbe costrette a rapporti sessuali durante i loro incontri privati avvenuti in hotel o nelle sue case. Di diverso avviso la difesa dell'ex re di Hollywood, che ha sempre parlato di rapporti consensuali.