"Io ritengo che non prima della fine dell'anno, gli ultimi mesi dell'anno, si possa arrivare a un risultato positivo" nella guerra tra la Russia e l'Ucraina: lo ha detto il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, in un'intervista a Rtl 102.5.
"La Russia non mi pare che voglia accelerare i tempi per arrivare a un cessate il fuoco per via anche delle ragioni economiche, assolutamente non condivisibili: ha un esercito di un milione di uomini che viene pagato il doppio di quanto viene pagato un operaio russo, Putin ha riconvertito tutta la sua industria in un'industria di guerra e quindi per lui sarebbe difficile fare marcia indietro rapidamente perché pagherebbe un prezzo altissimo da un punto di vista economico", ha spiegato Tajani.
"La situazione è certamente complicata.
Noi stiamo sostenendo tutte le iniziative per far sì che possa esserci un dialogo tra l'Ucraina e la Russia e si possa arrivare al cessate il fuoco - ha proseguito Tajani - Gli incontri di Istanbul non hanno avuto grandi risultati politici, se non portare alla liberazione di prigionieri di entrambe le parti".
"Noi però dobbiamo spingere affinché la Russia faccia marcia indietro e lo strumento possono essere nuove sanzioni, di cui si è discusso ieri a Bruxelles e c'è questo orientamento a dare nuove sanzioni alla Russia se non fa rapidi passi verso il cessate il fuoco, cosa assai improbabile - ha commentato il ministro - Le sanzioni dovrebbero mettere, da un punto di vista finanziario, in difficoltà Putin, quindi non in grado di pagare come sta facendo oggi con stipendi così alti i soldati, e in questo troverebbe delle grandi difficoltà. Teniamo presente che i soldati vengono pagati così tanto perché ogni giorno ci sono anche mille morti tra le forze armate russe al fronte. Questo è il punto debole di Putin, che però sta andando avanti perché non può evidentemente fare marcia indietro".






