Non è mai solo un problema ortopedico. Le fratture al femore e le relative operazioni all’anca sono un problema di salute che interessa tutta la persona, che può generare complicazioni mediche (anche fatali), e compromettere la qualità di vita dei pazienti. Per questo capire come gestire al meglio l’operazione, in maniera quanto più personalizzata possibile e tenendo conto delle migliori pratiche, è fondamentale. Ne è convinto un team di ricercatori italiano guidato dal Policlinico Gemelli Irccs di Roma (tra le strutture di eccellenza per l’ortopedia di anca, spalla e ginocchio), che ha analizzato gli esiti degli interventi all’anca in relazione alla tempestività delle operazioni e alle condizioni cliniche dei pazienti.

Protesi all’anca, se i muscoli stanno bene il recupero è migliore

23 Aprile 2025

Interventi all’anca in aumento

I ricercatori sono partiti da una costatazione: gli interventi all’anca rischiano di essere sempre di più in futuro, a causa dell’invecchiamento della popolazione: alcune stime indicano 4,5 milioni di fratture all’anca l’anno entro il 2050. E parliamo di interventi ad alto rischio, con una mortalità che può arrivare anche al 35%, puntualizzano gli esperti. Ecco perché è quanto mai necessario capire quali sono i fattori che possono incidere o meno sulla riuscita dell’intervento.