Per uno strano caso la clamorosa bocciatura del referendum sulla cittadinanza veloce degli immigrati, in Italia, è avvenuta nelle stesse ore in cui – sulla questione immigratoria – scoppiavano i disordini di Los Angeles. Dopo che pure gli americani, con il voto presidenziale di novembre, avevano bocciato l’immigrazionismo incontrollato. La disfatta referendaria della sinistra italiana ha un significato politico interno, ma anche geopolitico e perfino ecclesiale. È il crollo di un pilastro dell’ideologia bergogliana di cui il card. Zuppi, presidente della Cei voluto da Francesco, è stato l’interprete. Proprio lui un mese fa dichiarava: «Il sovranismo non ha futuro, fa male al Paese, chi ama il proprio Paese butta via le frontiere» (cioè butta gli Stati). Maurizio Molinari, già direttore di Repubblica, in un intervento televisivo ha spiegato che Francesco «è stato un Papa che sin dall’inizio ha trasformato il messaggio di Barack Obama in un messaggio globale. Viene eletto nel 2013 e riflette, porta nel mondo, quello che all’epoca era il messaggio di Barack Obama. Lui se ne fa portatore».
Tale messaggio era basato su tre temi: allarmismo climatico, ideologia della rivoluzione antropologica (Lgbt eccetera) e immigrazionismo di massa. Con Trump, proseguiva Molinari, l’America «ha rifiutato il messaggio di Obama. E quindi paradossalmente oggi che finisce la stagione di Bergoglio, l’America esprime valori opposti». Così anche l’Italia. La disfatta referendaria non riguarda solo Landini, Schlein e compagni, ma pure la Cei e la leadership del cardinal Zuppi, da sempre appiattito sul Pd. Nei giorni scorsi il prelato è arrivato ad attaccare il governo Meloni sull’8x1000 senza rendersi conto che se la stava prendendo con una norma decisa nel 2019 dal governo giallorosso Conte bis (peraltro la Cei ha ripetuto con Francesco, per dodici anni, «vogliamo una Chiesa povera» ed è grottesco che oggi si inalberi su questo tema). I fatti bocciano la Cei di Zuppi. Negli anni di Giovanni Paolo II e del cardinal Ruini l’Italia era un’eccezione positiva per la Chiesa in Europa. Invece, spiega Sandro Magister, l’ultima indagine del Pew Research Center di Washington «proprio in Italia registra un crollo senza precedenti dell’appartenenza alla Chiesa cattolica, un crollo in questo momento più forte che in qualsiasi altro paese del mondo».














