Un’impresa sfiorata, un trionfo che sembrava a portata di mano e che invece è sfuggito all’ultimo respiro. Jannik Sinner ha accarezzato l’idea di sollevare per la prima volta in carriera il trofeo del Roland Garros, ma la sconfitta in finale contro Carlos Alcaraz resterà una ferita aperta. In vantaggio di due set, l’azzurro si è visto rimontare da uno spagnolo spinto da un pubblico tutto dalla sua parte e capace di ribaltare un match che sembrava segnato.

Una delusione che brucia, certo, ma che secondo Adriano Panatta non deve offuscare quanto di straordinario fatto finora dal tennista altoatesino. L’ex campione italiano, oggi voce autorevole nel panorama del commento sportivo, ha preso posizione in difesa di Sinner, criticando apertamente chi ha messo in dubbio il valore della sua prestazione.

Intervistato da La Verità, Panatta ha condiviso le sue impressioni su quella che è già entrata nella storia come una delle finali più emozionanti dell’Open di Francia: “La sfida finale del Roland Garros è stata così epica da stancare anche chi l’ha vista in tv“, ha esordito, sottolineando la qualità altissima dello scontro tra due campioni destinati a segnare un’epoca. “Alcaraz è un giocatore completo, sa fare tutto, e in certi momenti tira fuori colpi pazzeschi, che sembrano impossibili. Ma Jannik ha risposto colpo su colpo, ha giocato con lucidità e coraggio. La differenza alla fine è stata davvero minima e ha chiuso con un punto in più rispetto allo spagnolo. Però non era il punto decisivo”, ha spiegato.