Una "bomba a tubo non funzionante" è stata trovata nell'abitazione del ventunenne austriaco che ieri ha ucciso dieci persone nella sua ex scuola a Graz: ha riferito la polizia mercoledì su X.
La bomba è stata sequestrata durante una perquisizione nell'abitazione dell'attentatore, ha aggiunto, mentre le indagini proseguono per accertare i moventi del giovane che si è suicidato in bagno dopo la sparatoria.
Una tragedia di quelle che lasciano ferite profonde: a Graz, seconda città dell'Austria, la follia omicida si è scatenata nella mattina, è entrata in una scuola a colpi di fucile. Sotto gli spari sono morte 10 persone, quasi tutti studenti. Poi il corpo del killer trovato in un bagno dell'istituto, si è tolto la vita con una delle armi che aveva puntato contro i ragazzi, gli insegnanti, il personale scolastico.
Si ripete così un drammatico copione: le armi, la violenza cieca, il disagio che la nutre. Si apprende infatti presto che l'autore della strage è un 21enne che aveva frequentato la scuola di Graz dove è tornato a mietere morte. Non aveva mai concluso il ciclo di studi e quegli anni deve averli vissuti come un calvario, se è vero - come indicano le prime ricostruzioni - che era stato uno studente bullizzato, in quella stessa aula dove è tornato nel tentativo di porre fine alla sua insopportabile angoscia.













