Uno strano mercoledì sui giornali. "Strano a sinistra, perché dopo lo schiaffone referendario i nodi vengono al pettine. O meglio, verrebbero al pettine...", esordisce con sottile ironia Daniele Capezzone nella sua rubrica "Occhio al caffè", la rassegna stampa politicamente scorrettissima di Libero in edicola oggi.

"I numeri farlocchi che erano stati dati nel dopo-voto, 14, 13, 12 milioni! Non erano nemmeno 12 quelli conteggiati per i sì. Ma al di là dei problemi con la matematica - sottolinea il direttore editoriale di Libero - c'è un problema anche di analisi politica. L'Istituto Cattaneo dice che circa un 20% di elettori sicuramente del Pd avrebbe detto no al quesito sull'immigrazione. Non c'è solo dunque il 35% complessivo di no su quel quesito. Il problema, insomma, c'è tutto. E come lo risolviamo il problema? Facendo sparire il referendum. Su La Stampa trovate un richiamo minuscolo in prima pagina, su Repubblica a meno di miei errori la parola 'referendum' in prima pagina nemmeno compare. Quella che fino all'altro giorno era una battaglia di civiltà tra vita e morte, democrazia e dittatura e regime il mercoledì mattina è già sparita dai giornali".

I guai a sinistra non si esauriscono qui: "C'è un problema interno al Pd, con un po' di timidissime voci riformiste, pavide durante la campagna referendaria, che oggi tirano fuori il capino e c'è pure un problema tra il Pd e il Movimento 5 Stelle".