Il pugno durissimo di Donald Trump a Los Angeles, con l'esercito in campo, il coprifuoco e gli arresti di massa scattati nella notte italiana, innesca uno scontro politico con pochissimi precedenti nella storia americana. E il governatore della California Gavin Newsom, democratico, parla apertamente di "democrazia sotto attacco, davanti ai nostri occhi".
Il sindaco di Los Angeles Karen Bass ha decretato il coprifuoco dalle 20 alle 6 del mattino per alcune zone del centro della metropoli americana, sconvolta dagli scontri scoppiati in seguito ai raid anti-immigrazione della Casa Bianca e surriscaldata dalla decisione del presidente di inviare prima la Guardia Nazionale e poi i Marines. Dopo l'entrata in vigore del divieto di accesso nella "zona calda", la polizia ha reso noto di aver effettuato "arresti di massa" mentre diversi gruppi di protesta continuano a radunarsi nella zona designata per il coprifuoco. "Diversi gruppi continuano a radunarsi sulla 1st St tra Spring e Alameda", ha segnalato il LAPD su X. "Si stanno prendendo di mira questi gruppi e si stanno avviando arresti di massa".
Almeno 378 persone sono state arrestate negli ultimi quattro giorni, di cui quasi 200 finora, ha dichiarato il capo del dipartimento di polizia di Los Angeles, Jim McDonnell. Il sindaco ha specificato che una ventina di negozi sono stati saccheggiati da quando sono esplosi i disordini. Intanto un giudice federale ha respinto la richiesta della California di un'ordinanza restrittiva immediata che impedirebbe temporaneamente all'amministrazione Trump di utilizzare i Marines e la Guardia Nazionale per far rispettare le leggi dello Stato, comprese quelle sull'immigrazione. Il giudice distrettuale senior Charles R. Breyer ha fissato un'udienza per giovedì. Alcuni esperti militari, interpellati dal Los Angeles Times, hanno sollevato preoccupazioni pratiche riguardo ai parametri poco chiari dell'obiettivo dei Marines. Avvertono inoltre che inviare i Marines senza una richiesta da parte di un governatore - una misura estremamente insolita che non si verificava dai tempi delle battaglie per i diritti civili del 1965 - potrebbe potenzialmente infiammare la situazione.










