NEW YORK - Tra i novemila immigrati che verranno deportati nelle prossime ore nel carcere americano di Guantanamo, a Cuba, ci sono centinaia di cittadini provenienti da Paesi alleati degli Stati Uniti, inclusa l’Italia. Vengono anche da Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Belgio, Olanda, Lituania, Polonia, Turchia e Ucraina. Uno è austriaco, cento sono romeni e 170 russi. Gli europei sono circa ottocento. Lo riporta il Washington Post, che ha citato documenti forniti da funzionari di governo. L’amministrazione statunitense, secondo il quotidiano, non ha informato i governi stranieri, neanche quelli con cui ha i rapporti più stretti come l’Italia, la Gran Bretagna e la Francia.

È uno strappo diplomatico che può portare a un ulteriore irrigidimento nei rapporti, in alcuni governi. La notizia dei novemila in procinto di essere deportati era stata data da Politico. Poi con il passare delle ore sono emersi nuovi dettagli. La notizia ha messo in agitazione le diplomazie europee, alcune delle quali avrebbero cercato, inutilmente, di convincere il dipartimento degli interni Usa ad abbandonare il piano. “Il messaggio - ha risposto un rappresentante del dipartimento di Stato americano - è di sconvolgere le persone” e lanciare un messaggio al mondo: negli Stati Uniti non si entra illegalmente.