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Ultimo aggiornamento: 21:02

Se Claudio Squeo, massimo leggero di Molfetta, domenica mattina avesse sconfitto in Australia un fuoriclasse come Jai Opetaia, realizzando l’impresa di conquistare la cintura mondiale IBF, alcuni sceneggiatori di Hollywood avrebbero potuto riscrivere il secondo episodio di Cinderella Man. Tale era alla vigilia la disparità tecnica e fisica tra il campione australiano e il ragazzo pugliese, che arrivava imbattuto al match di una vita, dopo 17 incontri e con in bacheca un titolo italiano e un europeo IBF. Nonostante quattro round in cui ha boxato con intelligenza e generosità, non è purtroppo andata come nel film, tratto da una storia vera, con Russell Crowe. Un pugno preciso di Opetaia al quinto assalto ha rotto in due punti la mandibola di Squeo, che ha perso così per ko tecnico. Ma qui entriamo in un’altra storia da Oscar. Ricoverato in ospedale a Gold Cost per l’intervento chirurgico (riuscito perfettamente, per fortuna) maxilo-facciale, Squeo ha trovato nella sua camera regali da parte dell’avversario, che ha pensato non solo di far sentire la propria vicinanza ma anche di essere presente con pensieri che in situazioni d’emergenza come queste sono d’aiuto: un pigiama, una tuta e del vestiario per questi giorni di convalescenza, ovviamente non programmati.