Meta sta per investire miliardi – fino a oltre dieci – in Scale AI, startup di intelligenza artificiale. La mossa – riportata da varie fonti internazionali - sarebbe uno dei più grandi finanziamenti nella storia. Ed è certo il maggiore investimento fatto un’azienda da Meta finora. L’azienda di Mark Zuckerberg pure ora sta creando un super laboratorio per raggiungere una “superintelligenza” artificiale e tra i membri ci sarebbe anche il fondatore di Scale AI Alexandr Wang.

Il mondo dell’AI stupisce sempre: un giorno si pensa che l’hype sia già eccessivo, che i soldi spesi (senza per ora un adeguato ritorno) siano già ai massimi; il giorno dopo si scoprono nuovi livelli di scommessa. Si è detto tanto delle incognite economiche di questi investimenti. Meno nota è un’incognita fondamentale: quanto queste startup, su cui si scommettono miliardi, facciano davvero quello che dicono di fare. Il loro livello di trasparenza su come operano e su come lavorano, insomma; sulla qualità delle loro performance.

Gli esperti parlano già di “AI washing”, fenomeno analogo al green washing.

La finta AI

Si arriva persino ad aziende che dicono di usare l’AI quando invece non è vero. Usano il concetto di AI per raggranellare fondi e clienti, ma operano in modo più tradizionale.