Una vittoria triste e più difficile del previsto di un'Italia a corrente alternata che senza segni di reazione saluta Luciano Spalletti tra applausi e qualche fischio, e resta in attesa di conoscere il nuovo Ct. A portare avanti gli azzurri a Reggio Emilia, contro una vivace Moldova in un match valido per le qualificazioni ai Mondiali del 2026 ci pensa, a cinque minuti dalla fine di un primo tempo non certo esaltante, Giacomo Raspadori, mentre ad inizio ripresa arriva il raddoppio di Cambiaso per mettere sotto la squadra di Clescenco che solo per sfortuna e per la bravura di Donnarumma non va a segno. Finisce con uno striminzito 2-0 al posto della sperata goleada per poter credere ancora alla rimonta su una Norvegia vittoriosa anche in Estonia e ora nel gruppo I sempre a +9 punti di vantaggio sull'Italia e con una enorme differenza reti (+11).
Nella sua ultima partita sulla panchina della Nazionale, in uno Stadio Città del Tricolore di Reggio Emilia, dove invece dell'entusiasmo dei tifosi si avverte un'atmosfera surreale, Spalletti schiera in difesa Ranieri, a centrocampo dentro Frattesi e Ricci con Cambiaso a destra e Dimarco a sinistra.
Davanti la stessa coppia vista in Norvegia Raspadori-Retegui.












