Il denominatore comune dei sessantadue bolidi delle tre classe della 24h di Le Mans? Brembo, la multinazionale italiana da 16.000 addetti distribuiti in 18 paesi con 39 impianti di produzione (3,84 miliardi di euro di fatturato e quasi 263 milioni di utile nel 2024) che fornirà almeno un componente a tutte le vetture in griglia. Per la società bergamasca non c'è modo migliore di celebrare il mezzo secolo di presenza nel Racing (700 titoli conquistati), che coincide anche con i 37 anni consecutivi quale fornitore per la maggior parte dei veicoli iscritti alla gara di endurance più impegnativa e famosa al mondo.

La strategia

“Siamo orgogliosi di essere Braking Technology Partner della 24h di Le Mans - ha dichiarato Daniele Schillaci, Ceo di Brembo - Il Racing è un laboratorio vitale per sviluppare innovazioni che portiamo su tutti i veicoli nel perseguimento della nostra visione 'zero accident’”. Il debutto era avvenuto nel 1980, mentre il primo successo era avvenuto nel 1989 in occasione della storica doppietta della Sauber-Mercedes.

In pole in tutte le classi

Grazie anche alle controllate, il gruppo è impegnato in tutte le classi (Hypercar, LMP2 e LMGT3) non solo con sistemi frenanti in carbonio e in ghisa, ma anche con con frizioni della AP Racing, l'azienda britannica acquisita nei primi anni 2000, e con le sospensioni della svedese Öhlins (che fa parte della galassia Brembo dall'inizio del 2025) impiegate nelle categorie Hypercar e LMGT3.