SELVAZZANO DENTRO (PADOVA) - In quei giorni tra dicembre 2020 e gennaio 2021 un operaio di nazionalità romena ha commesso atti osceni ai danni di tre ragazzine minorenni. Lo straniero, nel primo pomeriggio di ieri (9 giugno) davanti al giudice del Tribunale monocratico Giulia Leso è stato condannato alla pena di 8 mesi e 10 giorni, comprensivo anche del reato di detenzione di una modica quantità di sostanza stupefacente. Ma è stato assolto dal reato di atti persecutori con la formula “perchè il fatto non sussiste”. Il pubblico ministero Roberto D’Angelo, titolare delle indagini, per lui aveva chiesto una condanna a un anno e 4 mesi di reclusione senza la sospensione della pena. I suoi legali invece, Pietro Masutti e Riccardo Cerioni, hanno respinto ogni addebito invocando l’assoluzione dell’imputato M.I. di 33 anni, residente a Padova e già nei guai per un’altra vicenda legata allo spaccio di droga.

Il primo approccio dell’operaio risale al 22 dicembre di cinque anni fa. Le tre ragazzine, di 12 e 13 anni, erano sedute sulle panchine davanti al centro d’infanzia Aquilone di Selvazzano quando sono state avvicinate dal giovane, che girava per il quartiere in sella alla sua bicicletta. Le due amiche l’hanno osservato con attenzione perché, in tempo di Covid, viaggiava con la mascherina abbassata. Lo straniero ha mimato con la bocca un atto sessuale. Tanto da costringere le ragazzine a darsi alla fuga. Il secondo avvistamento risale al 18 gennaio del 2021. Il 33enne si è accorto delle minori mentre stazionavano davanti al bar Hilary di via della Provvidenza a Sarmeola.