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Sprecati 230mila euro a caccia di rimborsi. Il sindacalista giura: "Dimissioni? No di certo"

Parla Maurizio Landini: «Il nostro obiettivo era raggiungere il quorum, è chiaro che non lo abbiamo raggiunto» ha rivelato ieri in conferenza stampa, e però «ci sono 14 milioni le persone che hanno votato I problemi che abbiamo posto rimangono sul tavolo». Ora i problemi sono sul tavolo, prima evidentemente non c'erano, ergo «questo mese e mezzo ci ha permesso di rimettere al centro il tema del lavoro». Ora il lavoro è al centro. Poi: «Il voto non è contro il governo, ma per cambiare leggi balorde fatte da questo governo». Non è la stessa cosa. C'è altro? Ovvio, Landini non sarebbe Landini se non paventasse un pericolo per la democrazia: «Esponenti di governo, interrogati sui quesiti, non sapevano i contenuti e contemporaneamente chiedevano di non andare a votare Non stanno mettendo in discussione la Cgil, in gioco c'è la democrazia del Paese». Che è la stessa cosa, si evince. Poi i toni più gravi: «Siamo nel pieno di una crisi democratica e dentro una crisi del lavoro senza precedenti, e il fatto che anziché discutere si sia evitato il confronto diretto, giocando sul non andare a votare, è una scelta di cui abbiamo preso atto» .