Caricamento player
La settimana scorsa la coalizione di centrosinistra che sostiene il governo della Norvegia ha annunciato di avere trovato un accordo sull’introduzione di una tassa di soggiorno per i turisti che visiteranno il paese. La legge verrà introdotta a breve e non dovrebbe avere difficoltà a essere approvata dallo Storting, cioè il parlamento locale: la maggioranza ha annunciato che sarà in vigore dall’estate del 2026.
La tassa di soggiorno è uno strumento ormai molto utilizzato dai paesi europei che attirano più turisti: in genere è legata al numero di notti in cui si dorme in un certo posto – più il soggiorno è lungo e più si paga – e serve sia ad aumentare le entrate legate al turismo, sia, in teoria, a potenziare le infrastrutture di un certo posto affinché possano gestire molte più persone rispetto ai suoi abitanti. Da diverso tempo in Norvegia il flusso di turisti sta aumentando, soprattutto in certe zone, ma il dibattito sulla tassa di soggiorno è durato anni, e molte persone erano contrarie soprattutto per ragioni culturali.
In molti paesi del Nord Europa esiste da decenni un principio che si potrebbe tradurre come “diritto di pubblico accesso”: la possibilità di accedere a qualsiasi area naturale, pubblica o privata, per escursioni o attività sportive amatoriali. In Norvegia questo principio si chiama allemannsretten ed è protetto da una legge dal 1957: molti norvegesi, soprattutto d’estate, ne beneficiano per visitare le vastissime aree naturali del paese, fermandosi a dormire in tenda o in camper.






