«Qui giace Raffaello, dal quale la natura temette mentre era vivo di esser vinta; ma ora che è morto teme di morire» così recita l’epitaffio che Pietro Bembo dedicò al genio dell’urbinate Raffaello Sanzio, interprete centrale del Rinascimento italiano ed europeo. La sua città natale, Urbino, custodisce gelosamente la lezione del Maestro, anche attraverso una serie di mostre che mettono in dialogo artisti moderni e contemporanei con colui che realizzò la composizione perfetta e armoniosa di figure che si muovono liberamente.
Dal «Pesarese» alle Città ideali, due mostre esaltano il Dna raffaellita di Urbino
L'omaggio a Simone Cantarini e i paesaggi ispirati di Giuseppe Colombo offrono spunti differenti sulla nobile tradizione rinascimentale locale






