La ceramica siciliana incontra la tecnica giapponese del kintsugi ("riparare con l'oro") per dare vita a un pezzo unico svelato per la prima volta al Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka, 'En-wo migaku. L'arte di diventare amici'. L'opera originale, di Domenico Boscia, rappresentava una testa di moro ed era stata esposta a Tokyo in occasione dell'arrivo della nave scuola Amerigo Vespucci nell'agosto 2024, come simbolo di dialogo tra i due Paesi, ma aveva subito un danno. È stato così che il progetto Made in Sicily ha deciso di sottoporre all'artista giapponese Aya Oguma la sua ricostruzione. Oguma ha scelto di prendersene cura, dedicando molti mesi al suo restauro e arricchendo l'opera con l'arte del kintsugi.

La testa di moro era nata "come un messaggio di collegamento tra una tradizione culturale ricchissima come quella siciliana e una tradizione altrettanto ricca come quella giapponese" ha sottolineato Elena Sgarbi, commissario aggiunto per l'Italia a Expo 2025 Osaka. Quella dell'opera 'En-wo migaku. L'arte di diventare amici' è stata "un'occasione meravigliosa per stringere un ulteriore legame con questo Paese eccezionale" ha aggiunto Sgarbi che sottolinea come ci sia "un significato filosofico molto profondo dietro questa tecnica, il kintsugi" ovvero che "le imperfezioni non sono qualcosa che diminuiscono la bellezza dell'oggetto, bensì lo valorizzano rendendolo unico".