Dopo la grossa litigata di giovedì, Elon Musk e Donald Trump hanno iniziato a mostrare qualche timido segno di distensione nei loro rapporti. Venerdì sera una giornalista ha chiesto a Trump se avesse parlato con l’imprenditore dopo la lite: Trump ha risposto che era stato «molto occupato a lavorare sulla Cina, sulla Russia, sull’Iran… Non sto pensando a Elon Musk, ma gli auguro il meglio». L’ha detto a bordo dell’Air Force One, l’aereo presidenziale, mentre stava andando al suo golf club nel New Jersey.

Solo poche ore prima Trump e Musk si erano scambiati insulti e minacce sui social, con toni molto irrituali per due persone così note e influenti nel mondo della politica e dell’imprenditoria (ma non del tutto sorprendenti, dato che entrambi hanno personalità forti e orgogliose). Sempre venerdì Trump aveva detto che Musk aveva «perso la testa», ma nel complesso sembra che nessuno dei due voglia continuare a litigare. Questo d’altra parte potrebbe andare contro i loro interessi, dato che entrambi possono danneggiare l’altro in vari modi.

Allo stesso tempo, è molto difficile che i due facciano pace e tornino a collaborare come hanno fatto negli ultimi mesi. Come raccontato nell’ultima newsletter di Da Costa a Costa, la vicinanza ha danneggiato entrambi: le aziende di Musk sono andate malissimo, mentre Trump è stato penalizzato dall’impopolarità di Musk e dai molti scandali circolati su di lui. Il litigio è quindi stato un modo per rompere i rapporti in modo inequivocabile.