Dici Ferrari e il pensiero corre a un’auto speciale. Ma a Maranello, in quel piccolo mondo popolato di supercar dalle prestazioni eccezionali, ci sono auto “più speciali” di altre. L’ultima arrivata in ordine di tempo è la 296 GTB Speciale, versione estrema della berlinetta a due posti 296 GTB nata quattro anni fa, con la quale vengono esaltati valori estremi, come la potenza, l’aerodinamica, la riduzione di peso, le prestazioni e, non ultima, la capacità di regalare emozioni. Tutto ciò sulla base di una motorizzazione posteriore-centrale fondata sul noto V6 biturbo 3.0 litri con potenza massima di 700 cv (234 cv/litro), integrata dalla componente elettrica del sistema ibrido plug-in, che grazie anche all’apporto di un overboost porta il totale a 880 cv (50 in più del modello da cui deriva, record per una Ferrari a trazione posteriore) e assicura, oltre a una velocità massima di 330 km/h (presumibilmente in autodromo) anche un’autonomia in elettrico a emissioni zero per 25 chilometri.
L’evoluzione di modelli già in grado di assicurare, nell’allestimento base, prestazioni da autentiche supercar, non rappresenta una novità per Maranello, come dimostrano le versioni speciali succedutesi negli anni (la 360 Modena in versione Challenge Stradale, la 430 Scuderia, la 458 Speciale, la 488 Pista…), ma il lavoro svolto sulla 296 GTB rappresenta probabilmente la massima espressione della tecnologia applicata a un’auto stradale. E ne fa un unicum nel panorama delle supercar di ultima generazione, proponendosi tra l’altro anche in versione spider, di certo la più affascinante, anche se proposta ad un prezzo superiore rispetto alla berlinetta chiusa (come leggete in altro articolo).






