PADOVA - Sono in arrivo anche in Veneto alcuni dei bambini feriti di Gaza, che verranno curati in Italia. Negli ospedali della regione, dopo la disponibilità manifestata dal presidente Luca Zaia a nome della sanità veneta, arriveranno cinque bambini: due di questi saranno ricoverati all'ospedale di Verona, due a Padova, mentre per il quinto è in corso di valutazione la destinazione più appropriata. Il loro arrivo è previsto intorno alla metà della prossima settimana. A Padova, peraltro, è già ospite della Pediatria un bambino di 10 anni affetto da leucemia, accolto il 14 maggio scorso assieme alla mamma e ad una sorellina di 4 mesi. Un altro piccolo da Gaza era invece già stato ricoverato nell'ospedale della città euganea a febbraio. La scuola di Medicina padovana, tra le altre specialità, si distingue per la grande esperienza nella chirurgia plastica. Qui verranno ricoverati un bambino di 8 anni, con ferite ad un occhio, e un altro di 2 anni, che durante i bombardamenti nella Striscia ha riportato ustioni e ferite multiple.

Ahmed, sei anni, è arrivato nella città del Santo nella notte del 14 febbraio con ustioni sul 40% del corpo, in fuga da Gaza. Il suo viaggio verso la salvezza è stato possibile grazie a una missione di evacuazione medica coordinata dall'Unità di crisi della Farnesina e dalla Protezione civile. Dal primo momento è stato preso in carico dai medici della Pediatria dell'Azienda Ospedaliera, per poi essere seguito dal team di Chirurgia plastica guidato dal professor Franco Bassetto. Qui ha affrontato interventi complessi e innovativi per la cura delle gravi lesioni. Dopo oltre un mese di ricovero, è stato dimesso il 18 marzo. Ahmed è stato ospitato a "Casa Valentini Terrani", grazie all'associazione Padova Ospitale (sul suo arrivo ha avuto un ruolo decisivo la vicepresidente Rebecca Fedetto) mentre la gestione complessiva della famiglia è stata affidata a Padova abbraccia i bambini. Le cure non si sono mai interrotte: Ahmed si è recato ogni due giorni in ospedale per medicazioni e trattamenti in day hospital e, con forza e determinazione, ha iniziato a muovere di nuovo i primi passi. Ad accompagnarlo c'è sempre la madre, arrivata in Italia con lui.