Giornalista, conduttore televisivo e speaker radiofonico di discendenza ebraica, David Parenzo è stato intervistato dal Corriere della Sera per fare il punto sulla guerra in Medio Oriente. Il focus immediato è, purtroppo, sulle immagini dei bambini uccisi: “Non faccio altro che guardare le loro foto. E se qualcuno pensa che per il fatto di essere ebreo mi facciano meno male di quanto me ne farebbero se i bambini uccisi fossero israeliani, quel qualcuno è fuori di testa”. Nonostante ciò, la parola genocidio non viene pronunciata in riferimento alle bombe di Netanyahu sulla Striscia: “È una sporca guerra. Iniziata e voluta il 7 ottobre da Hamas, non da Israele”.

Parenzo, addirittura, ritiene che Hamas, almeno dal punto di vista della comunicazione, abbia vinto: “Nella società delle immagini, le immagini sono tutto. Su questo fronte, Hamas ha già vinto e Israele ha già perso. Vede, come tutto il mondo io guardo tutti i giorni le foto dei corpi dei bambini uccisi a Gaza. Ma, al contrario di tutto il mondo, ho visto anche le immagini del massacro del 7 ottobre che Israele non ha voluto diffondere per tutelare le vittime e le loro famiglie. Ho visto questo documento di un’ora insieme ad altri giornalisti al chiuso dell’ambasciata israeliana a Roma, col divieto assoluto di fare riprese. Lo sa qual è la parte del filmato che non riesco a cancellare dalla testa? Le immagini dei bambini israeliani rapiti da Hamas in un kibbutz, separati dai genitori e messi in una stanza attigua: in una stanza i genitori venivano torturati e poi uccisi, nell’altra c’erano i bambini costretti ad ascoltare tutto. Questo succedeva prima dei bambini uccisi a Gaza. Senza questi morti non ci sarebbero stati quelli di Gaza”.