Il programma ricostruirà anche la cosiddetta rivoluzione artigianale della birra iniziata in Piemonte nel 1996. Raccontando, anche, storie come quella del mastro birraio Giovanni Faenza, che compra botti usate in precedenza per i distillati in tutto il mondo per affinare i sui prodotti. «Le usiamo un’unica volta — spiega — con il primo giro gli leviamo tutto il prodotto che c’era in precedenza, che è quello che cerchiamo». Realizzando birre come la Choco Porter, ossia una Porter al cioccolato che affina in botte ex Bourbon. O la birra Gose, una birra salata di origine tedesca, premiata persino in Germania in un concorso alla cieca. «Uno dei segreti dell’eccellenza della nostra produzione? Rispettare sempre lo stile dell’acqua del luogo in cui è nato lo stile di birra su cui lavoriamo. Lo riproduciamo ogni volta con un calcolatore partendo da un’acqua morbida. Così recuperiamo anche stili risalenti al Medioevo».