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Ultimo aggiornamento: 14:50

“Non ho ucciso altre donne“. Lo ha sostenuto questa mattina Vasile Frumuzache, nel corso dell’udienza di convalida a cui è stato sottoposto nel carcere della Dogaia a Prato. Il 32enne ha confermato la sua responsabilità nei delitti di Maria Denisa Paun Adas e Ana Maria Andrei, ma ha negato il coinvolgimento in altri omicidi. Nelle ultime ore la procura di Prato indaga su elementi che sembrano rafforzare la tesi del serial killer di prostitute.

A riportare le dichiarazioni di Frumuzache è il suo legale, l’avvocato Diego Capano, all’uscita del penitenziario. “Il mio assistito ha fornito la sua versione dei fatti, collaborando pienamente con le autorità. Ha escluso categoricamente l’ipotesi di altri reati simili a suo carico”, ha detto il difensore. Al termine dell’udienza, durata meno di due ore, il giudice per le indagini preliminari si è riservato la decisione sulla richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla procura guidata da Luca Tescaroli. Si attende una pronuncia nelle prossime 48 ore.

Nel frattempo Frumuzache rimane detenuto presso il carcere di Prato in stato di fermo, con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Come specificato dall’avvocato Capano, attualmente l’uomo si trova recluso in isolamento a seguito dell’aggressione avvenuta ieri, quando un altro detenuto, parente di una delle sue vittime, lo ha colpito sul volto con dell’olio bollente. Un evento che lo ha “molto provato fisicamente e psicologicamente” e su cui sono in corso le indagini da parte della procura.