Altro giro, altra corsa elettorale. La seconda – quella del ballottaggio – per completare quanto di irrisolto è rimasto dopo il primo turno delle elezioni amministrative. Urne aperte domenica 8 giugno, dalle 7 alle 23, e lunedì 9 giugno, dalle 7 alle 15, nelle città con più di 15mila abitanti in cui nessuno tra i candidati ha raggiunto la soglia minima per l’elezione al primo turno – il 50 per cento più uno delle preferenze – lo scorso 25 e 26 maggio. Vale a dire, per la Puglia e la Basilicata, cinque comuni, di cui due capoluoghi: Taranto, che catalizza i riflettori, e Matera. In aggiunta a Massafra (provincia di Taranto), Triggiano (nel barese) e Orta Nova (Foggia), dove pure gli elettori sono chiamati alle urne per il secondo turno amministrativo. Che si affianca alla consultazione referendaria – a essere coinvolta nel referendum abrogativo è l’Italia intera – sui temi del lavoro e della cittadinanza, per cui si vota sempre nelle giornate di domenica e lunedì.
Boccia: “La Puglia si conferma laboratorio, votare Sì al referendum serve a difendere gli ultimi”
di Davide Carlucci
Referendum
Nei comuni chiamati al voto – al pari del resto d’Italia – si voterà anche per i referendum su cittadinanza e lavoro. Il referendum è abrogativo, gli elettori saranno chiamati a votare – cioè – per decidere se cancellare o meno alcune norme. In particolare, quattro norme concernenti il lavoro e una la cittadinanza agli stranieri. I risultati della consultazione referendaria saranno validi in caso di raggiungimento del quorum – dunque, se voteranno la maggioranza degli aventi diritto al voto (l’affluenza dovrà superare il 50 per cento). Ogni quesito avrà una scheda apposita. Cinque, in totale, le schede, a ciascuna delle quali corrisponde un colore diverso: scheda verde per il quesito sul lavoro riguardante il contratto a tutele crescenti, scheda arancione per il quesito sui licenziamenti nelle piccole imprese, scheda grigia per le causali nei contratti a tempo determinato, scheda rossa per il quesito sulla responsabilità degli appaltatori nell’ambito delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Scheda gialla, infine, per il quesito sulla cittadinanza, con cui si diminuiscono da dieci a cinque gli anni dopo i quali gli stranieri extracomunitari possono richiedere la cittadinanza. Al seggio gli elettori dovranno presentarsi con il documento d’identità valido e la tessera elettorale.















