Mister Giuseppi - rispolverato ironicamente da Giorgia Meloni proprio nei giorni scorsi - continua a costarci un patrimonio. O meglio: i provvedimenti attuati dal governo Conte - per tentare di rilanciare l’economia dopo la fase pandemica- come il 110% per sostenere il settore edilizio continuano a pesare (non poco) sui conti pubblici.

Considerando che da quest’anno il contributo di sconti fiscali è stato limato al 65%, già nei primi tre mesi del 2025 gli oneri a carico dello Stato sono lievitati di altri 1,8 miliardi di euro. Tirando le somme - come fanno dal centro studi della Cgia di Mestre- il valore economico complessivo del vantaggio fiscale riconosciuto a coloro che hanno utilizzato l’incentivo per finanziare i lavori di ristrutturazione/efficientamento energetico delle proprie abitazioni è decollato oltre i 126 miliardi.

C’è da augurarsi che il 2025 rappresenti l’ultimo periodo appesantimento dei costi per i contribuenti italiani. A normativa vigente (e quindi escludendo ulteriori correttivi dopo la mitragliata di provvedimenti del governo Draghi), dal 2026, infatti, il Superbonus non sarà più utilizzabile. Stadi fatto che tra gennaio e marzo 2025 le uscite i rubinetti finanziari sono rimasti copiosamente aperti.