Due delitti confessati, il terribile sospetto che non siano i soli. Questa mattina la guardia giurata Vasile Frumuzache, 32 anni, è ancora una volta di fronte al magistrato, in carcere. È il suo terzo interrogatorio: nei primi due ha dovuto ammettere di aver ucciso due prostitute romene a distanza di nove mesi l’una dall’altra: a fine luglio Ana Maria Andrei, 27 anni, il 15 maggio scorso Maria Denisa Adas, di 30 anni. Il sospetto degli inquirenti, dopo la perquisizione della sua abitazione, è che abbia ancora molte cose da nascondere: potrebbe aver collezionato oggetti di altre vittime. Potrebbe persino essersi avvalso di un complice per alcuni dei suoi crimini, dato che la ricostruzione fatta della decapitazione di Maria Denisa - che lui racconta essere avvenuta in camera nel residence di Prato - non convince gli investigatori. Non ci sono tracce di sangue visibili, non ci sono segni apparenti di pulitura delle macchie. Certamente il procuratore Luca Tescaroli gli chiederà conto ancora una volta di tutto questo, sperando che emerga la verità, nella sua interezza.
Il killer, di fronte a lui, è malconcio. Parla con difficoltà, perché ieri mattina, nel carcere di Prato, un uomo gli ha tirato in faccia dell’olio bollente procurandogli delle ustioni. Un attacco, quasi una trappola, dato che ad attaccarlo non è stato un detenuto qualsiasi, ma il cugino di una delle sue vittime, Ana Maria Andrei.












