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Ripercorriamo la carriera, tra grandi successi e numerose controversie

Classe 1945, Enrico Montesano è senza dubbio uno dei volti più noti della comicità romana e del cinema italiano. La sua infanzia fu segnata dalla perdita della mamma - avvenuta quando aveva appena otto anni - ma anche dall'immenso affetto dei nonni, che lo presero sotto la loro ala. Dagli 11 ai 17 anni venne mandato a studiare in un collegio dalla disciplina dura e, come lui stesso ha ripetuto nel corso degli anni, la comicità e la voglia di far ridere gli altri sono stati gli antidoti con cui ha cercato di combattere il senso di solitudine che attanagliava la sua esistenza.

Dopo aver fatto il debutto come comico e cabaratterista nella seconda metà degli anni Sessanta, Enrico Montesano si cimentò con Rugantino, opera musicale che ebbe il merito di farlo conoscere al pubblico teatrale. Prima, aveva già interpretato ruoli al cinema, in film come Io non protesto, io amo (che segnò il suo debutto sul grande schermo), o Amore vuol dire gelosia. Recitò al fianco di Albano Carrisi e Romina Power nel film Nel sole, e continuò a intervallare la sua presenza sul grande schermo, con partecipazioni e conduzioni televisive e apparizioni teatrali. Soprattutto, però, nel 1976, sotto la regia di Steno, Montesano prende parte a Febbre da cavallo, film in cui recitò al fianco di Gigi Proietti. Sebbene, all'uscita il film non ottenne un gran successo né fu accolto favorevolmente da una critica sempre troppo snob, tra fine anni Ottanta e inizio anni Novanta ci fu una vera e propria riscoperta del film incentrato sui tre amici, incalliti scommettitori. Febbre da cavallo diventò talmente un film di culto che persino l'espressione "fare una mandrakata" è entrata nel gergo comune, soprattutto a Roma.