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7 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 9:16
Bogotà punta sulla Santa Sede come terreno di mediazione con l’Esercito di liberazione nazionale (Eln), organizzazione armata nata nel 1964, ispirata a ideali marxisti-leninisti e alla teologia della liberazione, e tuttora attiva nel conflitto armato in Colombia. La richiesta è stata avanzata dallo stesso presidente colombiano Gustavo Petro al primo incontro con papa Leone XIV, a margine della Messa di incoronazione a San Pietro. Nelle stesse ore Petro ha incontrato anche la Comunità di Sant’Egidio, già presente ai colloqui di pace interrotti nel 2019 all’Avana. “Al momento però non esistono i presupposti per negoziare”, ha detto Gianni La Bella, mediatore della Comunità di Sant’Egidio, a Ilfattoquotidiano.it. “Nessuno ha ancora chiesto all’Eln se vuole riprendere il dialogo. Servirebbe prima una fase di de-escalation, ma al momento non ci sono i termini“, ha detto La Bella, che a metà luglio sarà nella località colombiana di Buenaventura, dove i gruppi armati sono presenti nell’80% dei quartieri. Tuttavia Petro appare speranzoso e parla di “una seconda opportunità, sperando che dentro le mura vaticane l’Eln possa ricordare “l’opzione preferenziale per i poveri” e altri ideali che hanno ispirato la lotta armata degli anni Sessanta in Colombia. “Ora l’Eln uccide i poveri”, ha denunciato il capo di Stato, “dimenticando l’esempio dei sacerdoti cattolici che li hanno guidati nella prima ora”.






