Per alcuni è un piacevole momento di relax, per altri una vera e propria necessità per iniziare al meglio la giornata. C’è chi lo preferisce dolce e chi, invece, lo ama amaro. Stiamo parlando del caffè, uno dei prodotti più amati dagli italiani e non solo. Se per molti anni fermarsi al bar per un espresso era una tappa irrinunciabile, oggi – complice l’aumento dei prezzi – sta diventando un vero e proprio lusso. Eppure, in pochi sembrano disposti a rinunciarvi. Uno studio della Fao, curato dagli analisti El Mamoun Amrouk, Fabio Palmeri ed Emiliano Magrini, suggerisce che nell’Unione Europea un aumento dell’1% nei prezzi internazionali del caffè (misurati attraverso il “Composite Indicator Price” dell’Ico) comporta un incremento dello 0,24% nel prezzo al dettaglio dopo 19 mesi, con effetti che possono protrarsi per diversi anni (almeno quattro). È proprio per questo motivo che molti titolari di bar e locali, dopo aver visto lievitare le spese a fine mese, hanno deciso di aumentare il prezzo del caffè. «Con l’aumento dei costi abbiamo dovuto ritoccare anche il prezzo per il pubblico. Prima costava 1,20 euro, da aprile è passato a 1,30», spiega un dipendente del Bar Firenze, in piazza Ascoli, che aggiunge: «Le persone, però, non rinunciano al caffè al bar».