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Il governo dimissionario dei Paesi Bassi ha convocato per il 29 ottobre le elezioni parlamentari anticipate. Martedì il governo era caduto, dopo che l’estrema destra di Geert Wilders era uscita dalla coalizione che lo sosteneva per propri calcoli politici. La data è stata annunciata dalla ministra dell’Interno, Judith Uitermark, e coincide con quella che era stata proposta dal Consiglio elettorale.

Fino ad allora resterà in carica il governo ad interim del primo ministro dimissionario Dick Schoof, che non ha ancora stabilito come sostituire i nove ministri e sottosegretari ritirati dal Partito per la Libertà (PVV) di Wilders. Per legge, nei Paesi Bassi devono trascorrere almeno 86 giorni tra la convocazione delle elezioni e il voto, per dare tempo anche ai partiti più piccoli di organizzarsi. Date precedenti al 29 ottobre sono state scartate per via delle vacanze estive.

L’obiettivo di Wilders è recuperare consensi, addossando al governo i fallimenti che sono dipesi anche dal suo partito, ma soprattutto incardinando il racconto della crisi di governo sull’immigrazione, il tema identitario del suo partito.

Il primo ministro uscente, Dick Schoof, parla coi giornalisti, il 4 giugno (EPA/REMKO DE WAAL)