«Non abbiamo ancora visto tutto il potenziale di Carlos. Quando gioca senza pressione è una autentica fuoriserie. Ultimamente sta gestendo sempre meglio emozioni e contrattempi, e si concentra di più su stesso». Coach Juan Carlos Ferrero minaccia ulteriormente Lorenzo Musetti a nome dell’allievo di sempre, Alcaraz, favorito non solo per la semifinale di oggi alle 14.30 contro il braccio d’oro di Carrara ma anche per il bis di 12 mesi fa al Roland Garros.

In assoluto, lo spagnolo sembra più attrezzato in tutto di “Muso” e sulla terra rossa è l’ultimo vero specialista d’élite e il massacro di Tommy Paul gli dà nuova fiducia: «Avrei potuto giocare a occhi chiusi, qualsiasi palla mi rimaneva in campo». Ma “Mosquito” punge ancora come un tempo: «Bisogna anche vedere l’altro lato della medaglia: la pressione, la tensione, la paura, le difficoltà, gli avversari, la tipologia di giocatori, un torneo che vuoi vincere più di altri, l'importanza che tutti gli diamo... Tutte queste cose entrano in gioco». E così, al di là dell’1-5 nei testa a testa, il fresco souvenir del primo set della finale di Montecarlo (vinto da Musetti, prima di infortunarsi) ancor più della semifinale di Roma (persa 6-3 7-6) lascerebbe sperare l’allievo di Simone Tartarini, esploso quest’anno fino a salire lunedì al 6 del mondo.