Puff Daddy ieri, giovedì 5 giugno, non solo ha subito un rimprovero del giudice per alcune smorfie che avrebbe rivolto ai giurati, durante alcune testimonianza in aula, ma è stato anche al centro del racconto della sua ultima fidanzata che ha rivelato “lunghe maratone sessuali a base di droghe fino al giorno dell’arresto”.
La donna è salita sul banco dei testimoni sotto lo pseudonimo di “Jane” al processo per traffico sessuale dell’ex fidanzato a New York. Il magnate della musica si è dichiarato non colpevole di aver gestito il suo impero commerciale come un’organizzazione criminale che ha permesso l’abuso sulle donne. Jane, una madre single, ha testimoniato di aver ripetuto a Puff Daddy, di persona e per iscritto, di non voler fare sesso con altri uomini. Ma l’imputato continuava a spingerla a fare follie e lei si sentiva “obbligata” ad assecondarlo. Aveva anche il controllo sulla sua vita in altri modi, ha detto, incluso il pagamento dell’affitto di casa. La relazione però poi naufraga.
Jane ha parlato a voce appena più bassa di un sussurro a una giuria attenta. Diversi giurati si sono sporti in avanti mentre testimoniava, mentre Puff Daddy la fissava, ma lei non sembrava mai tentennare. Jane ha detto di aver conosciuto l’ex produttore durante un “viaggio tra amiche” a Miami nel 2020, grazie a una conoscente che già usciva con lui. I due si sono frequentati dal 2021 al 2024, in quella che è iniziata come una “relazione affettuosa e passionale”. Jane ha detto di essere stata soprannominata “Bert”, mentre il fondatore della Bad Boy Records era “Ernie”.















