Nella quarta settimana del dibattimento processuale contro Puff Daddy, sul banco dei testimoni è arrivata una donna che ha raccontato come l’ex magante del pop le abbia causato incubi notturni, facendola penzolare da un balcone al 17esimo piano di un grattacielo a Los Angeles, lasciandola così traumatizzata. La stylist e graphic designer Bryana “Banà” Bongolan ha testimoniato mercoledì, nella quarta settimana di presentazione delle prove al processo federale per traffico sessuale e associazione a delinquere dell’ex magnate della musica a Manhattan. La Bongolan ha affermato di non sapere perché Puff Daddy l’abbia aggredita nel 2016, quando ha fatto irruzione nell’appartamento della sua fidanzata, Casandra “Cassie” Ventura. Ha detto che lui continuava a urlare e a chiederle se sapeva cosa stesse facendo.

La 33enne, amica di Cassie Ventura, ha raccontato ai giurati che l’imputato l’ha sollevata oltre la ringhiera per 10-15 secondi prima di tirarla indietro e gettarla sui mobili da giardino. “Avevo paura di cadere”, ha detto la Bongolan ai giurati. Ha dichiarato che l’aggressione del settembre 2016 le ha causato un livido sulla gamba e dolore alla schiena e al collo. I giurati hanno visto le foto di lei che indossava un collare. Il livido sembrava grande quanto una palla da softball.