Dal maestro all'allievo, una scommessa.
L'Atalanta per confermarsi agli alti livelli raggiunti grazie a Gian Piero Gasperini, senza cambiare filosofia e neppure modulo. Ivan Juric, reduce dall'annata piu' nera con due subentri a campionato in corso e altrettanti esoneri alla Roma e al Southampton, per la prima vera grande occasione della carriera, nell'ex regina delle provinciali diventata big.
All'allenatore piemontese, che gli passa il testimone dopo nove anni e un'Europa League in bacheca, di Juric - suo amico ed ex vice - è sempre piaciuto parlare nei termini di un condottiero che in campo guidava i compagni alla conquista del pallone.
A Zingonia, del resto, l'ex mediano di Crotone e Genoa è stato scelto nel solco dell'eredità tecnico-tattica del calcio propositivo e aggressivo del profeta, andato a ricercare nuovi stimoli alla Roma. Ironia della sorte, proprio dove la carriera di Juric ha preso una piega negativa. Il tecnico croato ora prova la ripartenza: accordatosi per due anni di contratto a due milioni e mezzo a stagione bonus compresi, sarà ufficializzato e presentato una volta risolte le questioni burocratiche proprie e del suo nuovo club.
Questioni di documenti a posto, anche se è datata lo scorso 7 aprile la separazione consensuale con gli inglesi, accompagnati dal cinquantenne di Spalato alla retrocessione in Championship con 7 turni d'anticipo vincendo una sola partita di Premiership su 14 per poi riconsegnarli a Simon Rusk. Solo tecnicismi obbligati, ma Juric tra gli altri candidati era di fatto il più somigliante all'originale, pur in presenza di altri due allievi del maestro del calibro di Thiago Motta e Raffaele Palladino.








