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Paolo Lorenzi

Dopo aver dominato nella prima sessione delle libere, c'è sempre il pilota della Ducati ufficiale davanti a tutti: secondo il fratello Alex, poi l'Aprilia di Bezzecchi

C’è Marc Marquez e ci sono tutti gli altri. Il catalano della Ducati fa classifica a sé, firma tempi che gli altri faticano ad avvicinare e che a lui vengono fuori con facilità. Sembra che vada a spasso, che non forzi nemmeno. La moto lo porta in giro per il circuito spagnolo, senza sbavature, su un binario invisibile. Solo il fratello Alex, in certi tratti sembra in grado di avvicinarlo, ma alla fine della giornata, anche lui deve arrendersi: secondo tempo, a due decimi di distanza. Pecco Bagnaia ha sudato non poco, lottando con la sua Desmosedici, ancora lontana da un assetto ideale, per garantirsi il nono posto, appena sufficiente per affrontare la qualifica di sabato direttamente in Q2. Ma tra lui e il compagno di squadra ballano quasi otto decimi di differenza.

Non solo: tra lui e Marc ci sono anche tre Ktm e due Honda, moto che un anno fa faticavano a stargli in scia. Così, la classifica vede i due fratelli di Cervera al comando, seguiti da Mir, Acosta, Zarco, Binder e dal giovane rookie Aldeguer, futura speranza Ducati, accasato presso il team di Gresini (di fianco ad Alex Marquez). La concorrenza si fa agguerrita, la Ducati resta il riferimento, ma gli equilibri stanno lentamente mutando. Solo così si spiega l’evidente nervosismo di Quartararo che non è riuscito a portare la sua Yamaha nei primi dieci. La moto giapponese è cresciuta, ma Aragon resta tabù. Il francese sperava qualcosa di meglio del diciottesimo tempo.