La colonna di fumo denso ha volteggiato nell’aria per ore, mentre le fiamme divoravano un intero lotto della facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia, a Viterbo. Un rogo improvviso, devastante, partito dal tetto dell’edificio principale e che ieri, nel giro di pochi minuti, ha inghiottito anche i laboratori sottostanti di chimica e genetica, saturi di sostanze infiammabili. Etanolo, plastica, bombole di protossido di azoto: una reazione a catena incontrollabile, con un odore acre percepibile a chilometri di distanza. L’intera area è stata evacuata in un raggio di 500 metri. L’università, cuore della didattica agraria del Lazio, ha sospeso tutte le attività accademiche in città per oggi e domani.

Gli studenti e il personale sono stati evacuati immediatamente, in un clima di panico generale. «Abbiamo visto il fumo e siamo usciti più in fretta che potevamo. Eravamo in quattro in aula», ha raccontato una studentessa, «e quando ci hanno detto di lasciare l’edificio, è scoppiato il caos». Alcuni dipendenti e pochi allievi sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale Santa Rosa per sintomi da intossicazione. Nessuno, per fortuna, versa in gravi condizioni.

ROGO ALL'UNIVERSITÀ DELLA TUSCIA, LE FIAMME DEVASTANO LA FACOLTÀ DI AGRARIA