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Stasera ad Oslo con la Norvegia match già decisivo per il mondiale ma squadra dimezzata dagli infortuni. Spalletti ribatte ad Acerbi e all'ex ct
Se la Nazionale avesse il veleno di Luciano Spalletti, forse spazzerebbe via l'ansia per la sfida decisiva di questa sera a Oslo, contro il gigante Erling Haaland unita al rischio di vedere già compromesso il girone di qualificazione per il prossimo mondiale. La Norvegia ha già sei punti, comanda il raggruppamento nel quale gli azzurri mettono piede questa sera per la prima volta. Devono recuperare terreno e per farlo è indispensabile piegare la resistenza norvegese.
Il ct non si trova nelle condizioni ideali. Ha una dichiarata emergenza in difesa: settore strategico deputato a frenare le cariche di Haaland. Negli ultimi giorni c'è stata una carneficina di difensori: dapprima la diserzione polemica di Acerbi, poi il ko di Buongiorno, quindi l'infortunio muscolare di Gabbia rimediato dalla convocazione volante di Rugani («me ne ha parlato benissimo Farioli, il suo tecnico all'Ajax», la precisazione del ct). Così è diventato indispensabile - con Gatti ancora in precaria salute fisica e Ranieri in dubbio - ricorrere forse al debutto di Diego Coppola, difensore di 21 anni, apprendistato non ancora completato nel Verona. Il laziale Romagnoli e il romanista Mancini, partiti per le vacanze, sono usciti dai radar di Coverciano. A completare lo scenario, la decisione di far tornare a casa Moise Kean, il re del gol italiano, anche lui alle prese con un risentimento muscolare. Di qui l'intemerata di Luciano Spalletti nei confronti di Acerbi, protagonista del famoso «non vengo, mi hai mancato di rispetto» spedito via sms la notte dopo la delusione della finale persa di Champions. Prima di volare verso Oslo, il ct ha tirato fuori gli artigli e ha messo un paio di puntini sulle i. Ha detto sul conto di Acerbi: «Un giorno mi spiegherà dove gli avrei mancato di rispetto e gli dirò ciò che penso io sul rispetto per ciò che ha fatto a me e alla Nazionale».







