Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Il vicepremier incontra il ministro del commercio asiatico e spinge l'intesa con l'Ue: "Puntiamo a farla entro l'anno"
Per la prima volta un vertice bilaterale di alto livello tra Italia e India si svolge al di fuori delle capitali istituzionali. E la scelta, ricaduta su Brescia, non è casuale: cuore pulsante del sistema manifatturiero italiano, sesta provincia per vocazione all'export e simbolo dell'Italia che innova e guarda ai mercati globali. È qui che il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro del Commercio e dell'Industria indiano Piyush Vedprakash Goyal hanno presieduto i lavori del Business Forum Italia-India, a segnare un passaggio significativo nel rafforzamento delle relazioni economiche tra i due Paesi.
In uno scenario di incertezze, muri e dazi la linea economico-commerciale del governo Meloni è ben sintetizzata da Tajani: «Stiamo lavorando a un accordo con gli Usa, ma allo stesso tempo vogliamo rafforzare la nostra presenza altrove e raggiungere l'obiettivo di 700 miliardi di export nel 2027». E l'India è il Paese individuato per essere uno dei grandi partner commerciali dell'Italia del futuro. «È lo Stato più popolato al mondo, col quale abbiamo già ottime relazioni, è una grande democrazia, protagonista dell'Indo-Pacifico e ha grandi potenzialità». Oggi l'interscambio Italia-India vale 14,2 miliardi all'anno: nel 2024 il nostro Paese ha esportato beni per 5,2 miliardi (in crescita dell'1%) e importato per 9 miliardi. Ma nei prossimi due anni si vuole fare molto di più, sfruttando skills reciproche per contribuire alle rispettive economie. E a Brescia lo conferma il ministro indiano Piyush Goyal: «C'è grande potenziale per collegare stati e aziende, anche per creare nuove infrastrutture. Noi siamo leader nell'automotive, nell'industria, nella manifattura e offriamo le nostre capacità per sostenere l'economia italiana». Dall'altra parte l'Italia ha investito in India dall'inizio dell'anno 470 milioni di euro, ha aperto un ufficio Simest con una linea dedicata di 500 milioni, ha stanziato 200 milioni per la Push Strategy di Sace (che offre alle aziende italiane un passaporto per i mercati internazionali), ha inserito un addetto spaziale in Ambasciata e ha in programma l'apertura di un centro innovazione e startup. Ma per riuscire ad intensificare i rapporti commerciali bisogna passare dall'Unione Europea.






