In un’agenda che guarda sempre più lontano – dall’acciaieria francese di Fos-sur-Mer alla nuova divisione inox a Sheffield, in Inghilterra, fino agli orizzonti indiani evocati ieri da Emma Marcegaglia al forum Italia-India di Brescia – il gruppo mantovano della trasformazione dell’acciaio continua a investire anche sul cuore della propria filiera italiana, a Ravenna. Qui prenderà forma il più rilevante progetto industriale attualmente previsto in Italia dal gruppo, che ha appena presentato a Invitalia e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un contratto di sviluppo da 364 milioni di euro complessivi, di cui 278 milioni destinati al sito ravennate, a cui si aggiungono oltre 20 milioni per attività di ricerca e sviluppo.

Al centro dell’intervento su Ravenna - che rappresenta oggi il più grande sito produttivo del gruppo Marcegaglia e il principale polo logistico e intermodale per le attività industriali e commerciali dell’intera filiera - ci sono l’automazione logistica, l’economia circolare applicata alla lavorazione dell’acciaio, la decarbonizzazione e lo sviluppo di tecnologie per l’idrogeno verde e per la cattura e stoccaggio della CO2. «Nonostante un periodo di grande incertezza, abbiamo deciso di portare avanti un corposo piano di investimenti su tre siti strategici tra Mantova (Gazoldo degli Ippoliti), Udine (San Giorgio di Nogaro) e Ravenna, perché convinti delle ricadute positive sui territori», hanno sottolineato Antonio ed Emma Marcegaglia, illustrando il piano industriale alla Regione Emilia-Romagna. E dichiarandosi «fiduciosi che, come già avvenuto in passato, le ricadute sul territorio saranno molteplici e positive e soddisfatti della collaborazione concreta e sempre costruttiva che abbiamo con i vertici di una Regione in cui siamo presenti ormai da moltissimi anni».