Un grande, bellissimo, disegno di legge. È il nome, scritto nero su bianco, dato da Donald Trump alla bozza di bilancio arrivata in Senato e già approvata alla Camera. Tra le prime vittime di questo nuovo bilancio federale ci sono le agenzie federali che sostengono la cultura: vengono eliminati i finanziamenti per il National Endowment for the Arts (Nea), il National Endowment for the Humanities (Neh) e la Corporation for Public Broadcasting (Cpb).

I tagli

Ma la conversione di un testo in legge prevede un’attesa, e il presidente Trump non è noto alle cronache per la sua pazienza: musei e biblioteche hanno infatti già risentito delle decisioni della nuova amministrazione, che ha eliminato con un ordine esecutivo l’Institute of Museum and Library Services (Imls), che portava in dotazione quasi 270 milioni di dollari.

Tagli ritenuti necessari per ridurre la spesa pubblica, ma che in realtà si inseriscono nel cappello più ampio di decisioni anti-cultura che il presidente sta portando avanti, e che hanno coinvolto anche i finanziamenti alle università di Princeton, Harvard, Columbia, Mit, Stanford e Brown. Inoltre, si tratta di spese che sul budget federale impattano poco: per quanto riguarda il Nea, le sue risorse rappresentano lo 0,1% del bilancio.