PIOVE DI SACCO (PADOVA) - Ciò che si staglia all’orizzonte di Melissa Russo Machado è l’aula della Corte d’Assise di Padova. Il sostituto procuratore Sergio Dini, infatti, ha chiuso l’inchiesta sulla 30enne italo-brasiliana accusandola di omicidio volontario aggravato per aver partorito nel wc e poi ucciso, annegandola, la neonata che per nove mesi aveva portato in grembo.
È il capo d’imputazione riportato sulla chiusura delle indagini preliminari a restituire tutto l’orrore della notte tra il 28 e il 29 ottobre. Machado Russo – ora ai domiciliari a casa dei genitori, a Cassano delle Murge, in provincia di Bari – era nel suo appartamento al primo piano dello stabile che ospitava il night Serale Club, dove lei lavorava come ballerina e intrattenendo i clienti. Quella sera aveva partorito da sola “senza chiedere l’ausilio di organi sanitari né di terze persone”, aveva fatto nascere la bambina, viva, “direttamente all’interno” del water, “cosa che comportava – si legge nell’informazione di garanzia – un trauma contusivo del capo” della neonata “dovuto al fattore che la testa della piccola andava ad incastrarsi nel foro del wc con conseguente compressione del cranio stesso”. Per liberarsene e chiudere il suo solitario piano, la 30enne tirava l’acqua dello scarico del wc “dopo che la bambina già si trovava con la testa in basso all’interno del wc, in tal modo provocandone l’annegamento”.






