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Elon Musk era entrato nell’amministrazione statunitense di Donald Trump promettendo tagli alla spesa pubblica per 2.000 miliardi di dollari. Poi i tagli promessi si sono ridotti a 1.000 miliardi di dollari. Ora il dipartimento per l’Efficienza del governo (DOGE in inglese) che Musk ha guidato per più di quattro mesi sostiene di essere riuscito a tagliare soltanto 175 miliardi. Ma di questi, appena il 42 per cento è davvero rendicontato.
Elon Musk ha confermato ufficialmente mercoledì che lascerà il suo incarico a capo di DOGE e che tornerà a tempo pieno a occuparsi delle sue aziende. L’agenzia DOGE, creata ad hoc per la riduzione della spesa pubblica, ha eliminato alcune importanti parti del governo e ne ha indebolite altre, provocando conseguenze serie e creando confusione e malcontento nell’amministrazione. Ma l’obiettivo finale di Musk, ridurre in maniera consistente l’altissima spesa pubblica americana, non è stato raggiunto.
Quello che succederà adesso che Musk e alcuni dei suoi più importanti collaboratori hanno lasciato DOGE non è chiaro. L’amministrazione Trump ha fatto sapere che l’agenzia rimane una parte importante del governo, ma la sua influenza è ormai in calo da tempo, di pari passo con l’influenza politica di Elon Musk.













