Dopo avere lasciato il suo incarico all’interno dell’amministrazione di Donald Trump da meno di una settimana, martedì Elon Musk ha duramente criticato una proposta di legge che il governo ha chiamato “One Big, Beautiful Bill Act” (“La grande e bellissima legge”), che prevede tagli alle tasse per le fasce di reddito più alte e investimenti per le spese militari e per il controllo delle frontiere, solo in parte bilanciati da risparmi nel settore della sanità, della scuola e delle energie rinnovabili. In particolare una delle misure previste elimina gli incentivi in vigore per l’acquisto di auto elettriche (oggi sono previsti tagli delle tasse): è una decisione che colpisce direttamente gli affari di Musk, proprietario di Tesla.

La proposta è stata già approvata alla Camera e deve essere ancora discussa in Senato (entrambe le Camere sono controllate dai Repubblicani). In una serie di post su X, Musk l’ha definito «un disgustoso abominio» e ha sostenuto che i deputati che l’hanno votata «sanno di aver sbagliato».

È una critica forte e diretta a una legge voluta da Trump. Potrebbe rilevare un allontanamento ulteriore tra Musk e i Repubblicani, che già da tempo hanno relazioni tese, e forse anche le prime crepe nel rapporto tra Musk e Trump, che finora invece è stato ottimo, almeno pubblicamente.