Èstata annullata dal Consiglio di Stato la maximulta da 7 milioni di euro inflitta dall'Antitrust nell'ottobre 2021 a due società del Gruppo Facile.it - la Facile.it Mediazione Creditizia Spa e la Facile.it Broker di Assicurazioni Spa - accusate di "pratiche commerciali scorrette, ingannevoli e aggressive".
Due le pratiche commerciali contestate (che portarono alla sanzione di 1.050.000 euro a Facile.it Mediazione Creditizia Spa e di 5.950.000 euro a Facile.it Broker di Assicurazioni Spa): per la prima non erano state fornite informazioni chiare in merito alla possibile modifica delle condizioni economiche dei prestiti da parte degli istituti di credito eroganti e alla natura d'intermediario assicurativo di Prima Assicurazioni Spa; per la seconda, era stata proposto insistentemente, agli utenti che l'avevano già rifiutata, la possibilità di abbinare ai prestiti una copertura assicurativa facoltativa.
Il provvedimento sanzionatorio fu impugnato davanti al Tar del Lazio, i cui giudici respinsero il ricorso. Adesso il Consiglio di Stato ha accolto l'appello. Quanto alla prima condotta "deve osservarsi - si legge nella sentenza - che sin dal primo contatto il consumatore è reso edotto del fatto che l'operatore effettua una 'simulazione in maniera veloce' delle varie offerte presenti sul mercato"; in più "gli utenti sono informati che l'erogazione del finanziamento è soggetta alla verifica di fattibilità da parte dell'istituto erogante (che controlla l'affidabilità creditizia del richiedente) e che le condizioni di prestito potrebbero subire variazioni". Quanto poi alle informazioni sulla natura d'intermediario di Prima, le stesse "erano presenti già nella homepage" ed è stato "chiarito espressamente che Prima è una società di intermediazione che distribuisce prodotti di diverse compagnie". Quanto alla seconda condotta sanzionata, le condotte aggressive contestate "non ne hanno le caratteristiche… dal momento che non sussiste la prova di un indebito condizionamento, né dell'idoneità a limitare - in modo considerevole - la libertà di scelta del consumatore". La conclusione per i giudici di Palazzo Spada è che "l'appello va accolto e, in riforma della sentenza impugnata, deve essere accolto il ricorso di primo grado e annullato il provvedimento impugnato".






