Ragionare si può. Anzi, si deve. E il ragionamento su Roma va proiettato al futuro. L’evento del Messaggero questo è lo sforzo che ha fatto. Quello di raccontare potenzialità e possibilità, destini e non declini. Perché l’Europa e il mondo di oggi e di domani hanno bisogno di una città guida e la Capitale ha lo standing per svolgere questa funzione storica che le è connaturata. E allora, ministri come Tajani, Piantedosi e Foti, protagonisti dell’imprenditoria, docenti e tanti protagonisti dell’avanguardia e dell’innovazione, del settore energetico come Fabrizio Palermo e del made in Italy come Alfonso Dolce, ceo di Dolce&Gabbana, ingegneri e finanzieri e altri protagonisti della creatività e della contemporaneità, a cominciare da Francesco Gaetano Caltagirone e da Azzurra Caltagirone, si sono confrontati sulla linea della frontiera. Quella che unisce l’eccellenza da cui questa città e questo Paese provengono alla sfida che tutti noi siamo chiamati a giocare. Quella della conservazione che diventa spinta, del passato che costruisce l’avvenire, della discontinuità ben interpretata che dà forza e consente di vincere la competizione globale nella quale Roma si trova al centro e ha il know how per vincerla.